Viterbo CRONACA Un invito particolare ai giovani: fate tesoro di una frase che Brignano dice al Sistina “Partite dai nostri errori per poterli correggere”
di Lutor (Luigi Torquati)

Luigi Vetrani, a destra Raffaele Ascenzi e in mezzo è "Gloria"
Finalmente è stata approvata la nuova legge elettorale. Forse non è il massimo, ma ci consente di tornare ad esprimere le nostre preferenze.
Era ora che il famigerato Porcellum voluto, anzi, preteso da Berlusconi e presentato dal senatore Calderoli, fosse abolito.
La Corte Costituzionale, fin dal dicembre 2013, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune norme della stessa legge, ma siamo dovuti arrivare al 2015 per avere la certezza che, nelle prossime consultazioni, non avremo liste bloccate e premi di maggioranza.
Il tutto non risolve certamente la crisi italiana, ma potrà contribuire, se sapremo scegliere gli uomini giusti, a riprendere quota almeno in un prossimo futuro. L’importante è comprendere (l’ho detto e scritto tante volte) che dipende solo da noi che dobbiamo avere il coraggio di esprimere le nostre idee, partecipando tutti al voto, senza schede bianche o nulle che, tra l’altro, non servono a cambiare la situazione ed esprimono, per la maggior parte, solo volgarità ed ignoranza (potrei riempire qualche pagina del giornale trascrivendo quelle pubblicate in un libricino di “Stampa Alternativa”).
Un invito particolare lo vorrei fare ai giovani: fate tesoro di una frase che Brignano dice in questi giorni al Sistina “Partite dai nostri errori per poterli correggere”. E’ necessario e urgente quanto il pane per l’affamato.
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In Grecia ci sono state le elezioni e la sinistra ha avuto una stragrande maggioranza. Il premier incaricato Alexis Tsipras, ha già formato l’esecutivo con soli 10 ministri anziché i 16 di prima (ottimo esempio da copiare). C’è chi dice che il primo ministro sia comunista, chi afferma che è socialista, sta di fatto che è un giovane, solo 40 anni, con le idee chiare su cosa dover fare per risollevare le sorti della sua nazione.
Si parla anche di una richiesta di riduzione del debito che la Grecia ha con l’Europa; forse è un po’ troppo senz’altro, ma vorrei ricordare a quella megera della Merkel, i debiti di guerra che a suo tempo sono stati condonati alla Germania.
I ricordi, è noto, possono aiutare a comprendere meglio l’attualità e il futuro.
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Si sta per eleggere il Capo dello Stato e tutti a fare pronostici, chi vuole quello, chi quell’altro.
Tutti però chiedono che venga eletto un uomo pulito, apartitico, “abancario” aggiungo io, insomma, al di fuori degli schemi ai quali ci ha abituato la politica attuale.
La scelta è difficile, considerata la monnezza che ci circonda, staremo a vedere se il “Nazareno” ci darà una mano.
Qualcuno chiede che sia una donna a salire al Quirinale, forse per contrastare la Merkel. Non sarebbe male, considerato che, al giorno d’oggi, le donne si stanno dimostrando molto più decisioniste degli uomini e noi abbiamo bisogno di un Capo dello Stato che abbia, al di là del sesso, le palle.
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Renzi ha fatto il nome di Sergio Mattarella (quello della Legge elettorale del 93, Mattarellum, appunto) e sembra che alla maggioranza del PD vada bene. Sembra anche, però, che al Berlusca non sia troppo simpatico e si paventa una crisi del patto del Nazareno, con voto in bianco di Forza Italia. In parole povere, il grande, sempre in senso dispregiativo, Silvio, non può dimenticare le dimissioni da Ministro di Mattarella, in occasione della legge Mammì sulla televisione.
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E’ stata scelta la nuova Macchina di S. Rosa, ha vinto Raffaele Ascenzi con “Gloria”, una Macchina che, come l’ideatore afferma, “coniuga insieme tradizione e modernità”. Indubbiamente è bella, mi piace e dopo anni di astinenza ritornerò in mezzo alla folla la sera del 3 settembre.
Dalle foto che ho potuto vedere delle altre macchine, mi è sembrato che la qualità dei bozzetti fosse molto alta, anche se qualche Macchina si ispirava un po’ troppo ad alcune degli anni passati, soprattutto al Volo d’Angeli, che non posso dimenticare. Aspetto con tanta curiosità la presentazione di tutti i bozzetti.
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Certo è che anche in questa occasione l’amministrazione Michelini ha dimostrato la sua pochezza. Come si fa a non pensare che la maggior parte dei concorrenti, magari accompagnati da qualcuno (vedi Ascenzi con moglie) non avrebbero partecipato all’apertura delle buste e alla proclamazione del vincitore. Così come ci si doveva aspettare una forte partecipazione di giornalisti, fotografi e curiosi. Perché, dunque, un misero localetto in via Garbini?
A Palazzo dei Priori si sporcava qualche sala? O agli Almadiani? Certo non si poteva pensare alla sala del Conclave, visto che nella Commissione non c’era il rappresentante della Curia, ma qualche alternativa, volendo, si sarebbe potuta trovare.
Addirittura, per l’occasione, si sarebbe dovuta invitare almeno RAI 3; già, è vero, non abbiamo avuto riprese televisive per il trasporto, te poi figurà pe’ ‘na sciocchezza del genere.
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E’ di nuovo spuntata l’idea della scelta popolare per la nuova macchina di S. Rosa. La vecchia mozione di Maurizio Federici, ex consigliere comunale, su un referendum per tale scelta, approvata nella passata amministrazione, non è stata presa in considerazione. Chi dice per l’eccessivo costo, chi dice per le difficoltà organizzative, comunque l’idea à stata accantonata, con la conseguente nomina di tecnici e la cazzata dell’esclusione dei Facchini e della Curia.
Personalmente non mi so decidere se la consultazione popolare potrebbe essere valida o meno. Sentimentalismo, scarsa incidenza tecnica, mi fanno optare più per una commissione che, però, vedrei più numerosa, non solo con i Facchini e la Curia, ma anche con l’Università.
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Sapete che vi dico? La vittoria di Ascenzi, per il suo nome, per il suo passato, mi fa sperare molto di più delle sollecitazioni fioroniane per una riappacificazione Facchini/Comune. E’ vero che i Facchini vogliono le scuse chiare, palesi, di quei quattro scialacotti che li hanno denigrati e certamente, considerata la prosopopea degli stessi, la cosa appare un po’ difficile. Possibile che non ci sia qualcuno che molli quattro schiaffi (in senso figurato, s’intende) a ‘sti incoscienti? Io certamente non potrei, perché non concepisco il senso figurato.
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A proposito di scialacotti. C’è stata la benedizione degli Animali (maiuscola voluta per la stima che ho di loro) in piazza del Plebiscito; riuscitissima e alla stessa ha partecipato anche il Sindaco. Perché Michelini non ha fatto scendere in piazza i suoi aiutanti? E’ vero, la benedizione era per gli Animali (sempre maiuscola), ma forse avrebbe fatto bene anche alle …… persone.
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Marini non sta più nella pelle. Un mare di cose, iniziate dalla sua amministrazione, vengono portate a compimento; per ultima, l’illuminazione con fari a led che comporta un notevole risparmio di euro. Insomma, dice Giulio, la nuova amministrazione non sta facendo niente in proprio, però non tiene conto delle cavolate di Ricci.
Personalmente credo che l’amministrazione Michelini stia ancora studiando e tutte le iniziative le presenterà alla fine del 2017-inizio2018. Questo perché anche Leonardo potrà dire, come Giulio, “questo l’ho preparato io”.
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Si sta di nuovo parlando di Talete, anzi, del silenzio che circonda Talete da parte dei Comuni che avevano assicurato l’aumento di capitale sociale o fideiussione in suo favore. Tutto sembra caduto nel dimenticatoio e, quindi, l’intero processo sperato da Bonori è fermo al punto di partenza. Da amico: Stefano, ma chi te l’ha fatto fa?
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Tanto tempo fa (fine 2013-inizio 2014?) avevo scritto dell’ACI e del fatto che si dovesse pagare il bollo solo in contanti, non essendo ammesse carte di credito o bancomat. Leggo oggi su Viterbopost un articolo in cui si dice “La cassa dell’Automobile Club accetta soltanto pagamenti in contanti. Niente bancomat né carte di credito, neanche quelle convenzionate con lo stesso ente.”
Dunque ancora, nel 2015, all’ACI siamo al medioevo; ma che pensate che quando qualcuno scrive dell’ACI, il grande Presidente Zucchi legga e provveda? Illusi, Zucchi li ignora, tanto sa bene che quando si scrive del suo Ente è sempre per sottolinearne la poca efficienza organizzativa, specialmente da parte sua, che ormai ha fatto il suo tempo e non è certamente adatto alle innovazioni tecnologiche, tra l’altro raccomandate dallo stesso Stato.
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Mi stavo dimenticando di Baccaione; la mia distrazione mi sta preoccupando, ma che ci si può fare, ad una certa età capita. Però è grave dimenticare l’appunto che Baccaione ha voluto esprimere a proposito della mia poca precisione riguardo la tavola (e non tavole) o la pala di Sebastiano Luciani, in arte del Piombo, chiamandola genericamente tela.
Un errore che ha fatto perdere al povero Baccaione, il concetto di ciò che intendevo sottolineare e che, a mio giudizio, era molto più importante della definizione. Spero, però, che chi di dovere abbia capito bene il mio pensiero, ovvero fare in modo che certi prestiti servano a farci riscuotere interessi (turistici, naturalmente).
A Baccaione, preciso che non sono stato colpito da alcun sasso, rimbalzato indietro dopo aver sbattuto sul muro delle sue “Baccaionate”; un muretto troppo basso per far rimbalzare qualcosa di importante.
Lutor






















