Viterbo CRONACA RIFLESSIVA Perdonate, gentili lettori, la nostra presunzione nel trattare questi argomenti
di Aggì

Sergio Mattarella, nuovo presidente della Repubblica
Ho seguito le votazioni alla TV in compagnia del cugino Angelo che, all’inizio del quarto spoglio, ha proposto di scommettere una pizza (di più le nostre pensioni non consentono)... ma la scommessa non è stata fatta perché non si può scommettere sullo stesso concorrente.
Entrambi avremmo puntato su Mattarella.
E su chi, se no?
Mentre lo spoglio era in corso ci siamo messi a ‘esternare’ (oggi si dice ‘esternare’, è di moda e fa chic) solenni giudizi sulla democrazia e la sacralità delle elezioni.
Perdonate, gentili lettori, la nostra presunzione nel trattare questi argomenti.
Ma, se gli italiani, ogni sabato sono quasi tutti sacrosanti profeti del calcio da giocare, e il lunedì successivo sono sapienti giudici del calcio appena giocato, possiamo Angelo ed io essere commentatori, magari immodesti, della politica? A noi del calcio interessa poco, a parte un tiepido interesse per la Viterbese, ma della politica che ci (s)governa interessa tantissimo.
Angelo: “Votare, votare sempre votare, a tutti i livelli, dal condominio, alla scelta della macchina di santa Rosa, su su fino al parlamento. Non ti sembra che si stia esagerando?”
Aggì: “Forse sì! Ma come eleggeresti il Capo dello Stato?”
Angelo: “In questi giorni ho seguito gli interventi di alcune persone su ‘lacitta.eu’ e me li sono annotati. Ora te li leggo e poi commentiamo:
1) Lutor il 29 gennaio ha scritto:
“Si sta per eleggere il Capo dello Stato e tutti a fare pronostici, chi vuole quello, chi quell’altro. Tutti però chiedono che venga eletto un uomo pulito, apartitico, ‘abancario’ aggiungo io, insomma, al di fuori degli schemi ai quali ci ha abituato la politica attuale. La scelta è difficile, considerata la monnezza che ci circonda, staremo a vedere se il “Nazareno” ci darà una mano.”
2) Ieri Mario Olimpieri ci ha raccontato in versi poetici, come sa fare lui, che il ‘Nazareno’ ci ha dato una mano e ha esaudito il desiderio di Lutor:
“Renzi ha reso l’ambiente assai sereno
e unanimi han deciso il candidato:
per non fare una scelta pazzerella,
han nominato lieti Mattarella.”
3) Sempre ieri Ivano Aidala ha scritto:
“ Forse sarebbe più logico, più giusto e finanche più facile, se il Presidente lo eleggesse il popolo, con una normale votazione e con un nome vincente. Sarebbe, veramente, il Capo di tutti gli italiani.”
Aggì: “Da questa tue citazioni esce il classico dilemma: democrazia diretta o democrazia rappresentativa?”
Angelo: “E perché non anche una terza forma politica alternativa a quelle due? Io sarei un po’ stanco della democrazia che chiacchiera, vota, cambia per non cambiare, e non decide mai, ma favorisce solo chi conta: politici - finanzieri - banche - poteri forti. Questi poteri forti non si sa chi siano, sono occulti, non si vedono, ma gli effetti si vedono. Sono come la corrente elettrica: non si vede, ma accende le luci, fa muovere i motori, ma guai a toccarla: ti fulmina!”
Aggì: “Una dittatura?”
Angelo: “Certo che no. Chi l’ha avuta si è procurato solo guai (e noi italiani lo sappiamo bene). Chi ce l’ha sta combinando guai un po’ in tutto il mondo. Però non pensi che Renzi stia attuando una sorta di dittatura soft, come dire, attenuata, non proprio dittatura… ma insomma comanda lui.”
Aggì: “Ho capito. Vorresti una repubblica presidenziale, quella che in un certo senso Renzi sta costruendosi …”
Angelo: “Potrebbe essere. Del resto non basta far eleggere dal popolo il presidente. Io sono pessimista e penso che in Italia niente va bene perché sono gli italiani che non sanno governarsi e, temo, che non sapranno mai governarsi. In passato noi due abbiamo già detto che a noi italiani manca, purtroppo, il senso dello stato. Siamo rimasti gli egoisti individualisti di cui diceva Guicciardini, ognuno pensa solo a ‘lo suo particulare’. Non siamo un popolo, ma un insieme di individui. Se questo è vero, non importa il sistema di governo, non importa il sistema di elezioni. Noi saremo sempre governati male, perché sceglieremo sempre male.”
Aggì: “Perché non possiamo scegliere bene?”
Angelo: “Perché non pensiamo mai all’interesse generale e poi perché , come dice Lutor, ‘La scelta è difficile, considerata la monnezza che ci circonda.’
Aggì: “E perché c’è questa ‘monnezza’?
Angelo: “Ti ricordi il proverbio sul ‘fare’?”
Aggì: “Sì, è quello che dice: Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna. Chi non sa né fare né insegnare, dirige. Chi non sa né fare né insegnare né dirigere, si dà alla politica.”
Angelo: “Appunto. Eccola, la ‘monnezza’!”
Aggì: “Questo dovrebbe valere per tutti. Ma ci sono popoli che non sono così male…”
Angelo: “Appunto, ma quelli sono ‘popoli’, noi no!”
Il televisore mostra lo spoglio delle schede e, proprio in questo momento, fa vedere che Mattarella ha raggiunto le 505 preferenze: è il nuovo Presidente della Repubblica. Commento di Angelo:
Angelo: “ Bene! Renzi ha ottenuto quello che voleva. La ‘volpe del parlamento’ ha scelto e imposto il meglio che era disponibile e possibile. L’ha fatto formalmentenel rispetto delle regole costituzionali, ma sostanzialmentesecondo la più classica ricetta della politica italiana: un pizzico di inciucio e un paio di ricatti, il tutto ben condito con una bella dose di astuzia. Renzi ha fregato un po’ tutti : ‘compagni’ ‘amici’ ‘alleati’ e ‘avversari’.
A volte però anche nei letamai nasce un germoglio pulito e sano. Se è un germoglio da fiore, fiorirà. Io me lo auguro.”
Aggì






















