Viterbo CRONACA PRESA A SASSATE D’altra parte se non ci fosse l’eccezione, saremmo tutti uguali con la conseguenza di essere animali della stessa specie, invece… siamo bestie
di Luigi Torquati

 

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

Abbiamo il Capo dello Stato! Sergio Mattarella, l’uomo del Mattarellum, un uomo facente parte della Corte Costituzionale che aveva dichiarato l'illegittimità del famigerato Porcellum voluto da Berlusconi, un uomo che ha dimostrato la sua serietà e linearità in molte occasioni, dando perfino le dimissioni da ministro. Insomma, un uomo gradito a tanti, tenendo conto che ha ottenuto molti voti in più rispetto alla maggioranza richiesta.

Perfettamente d’accorso che si è trattato di un “gioco” politico e di tornaconto, ma anche a sentire l’opinione della gente comune, il suo nome risulta più benaccetto dei tanti altri che erano stati fatti in precedenza.  E poi, è contento anche Fioroni che voleva un cattolico alla presidenza, addirittura si dice, sembra, che, sotto sotto, ci sia anche il suo zampino, oltre lo zampone di Renzi.

Naturalmente ci sono le eccezioni, vuoi politiche, vuoi per principio, vuoi per mantenere la nomina di “Bastian contrario”, ma come si dice: l’eccezione conferma la regola. D’altra parte se non ci fosse l’eccezione, saremmo tutti uguali con la conseguenza di essere animali della stessa specie, invece… siamo bestie.

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La comunicazione a Mattarella della sua nomina a Capo dello Stato mi ha dato l’impressione di un momento tipo quella della divulgazione del vincitore della Macchina di santa Rosa: troppo piccola la sala, troppa confusione, il microfono non troppo ben regolato tanto che non si è capito quasi nulla di ciò che ha detto Mattarella, senz’altro troppo teso ed emozionato per rilasciare dichiarazioni complesse e soddisfatte (del resto mi pare che dal suo passato e dalla sua abituale espressione, sia difficile aspettarsi qualcosa di pimpante).

Dalle cronache le sue prime parole sono state “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo”.

Indubbiamente un bel pensiero, purché continui a tenerlo a mente, considerato che i suoi connazionali sono arrivati agli sgoccioli.

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In merito al voto voglio dire un paio di cose. Ho letto che oltre alle 105 schede bianche, ci sono state 13 schede nulle, 14 voti dispersi. Abbiamo anche letto di voti dati a Totti, alla Ferilli e, se per i primi scrutini, gli scherzi potevano giustificarsi (ma non troppo) perché, senza meno, non si sarebbe raggiunta la maggioranza dei due terzi, per la quarta votazione, con la maggioranza della metà più uno dei votanti, i voti espressi per Luciana Castellina, Lino Banfi, Roby Facchinetti, ecc., o anche i due voti dati a Napolitano, mi sono sembrate delle vere e proprie cretinate.

Egregi onorevoli, vorrei ricordarvi che state dove state, siete pagati (troppo) con i nostri soldi, non per fare i buffoni, ma per rappresentare la nazione, gli italiani, il sottoscritto e non ammetto che ci siano cretini così eclatanti. A quei 14 delle schede nulle, dico che se non sapete leggere e scrivere, state a casa vostra; se invece le schede sono nulle per frasi o disegni vari, andate ugualmente a casa vostra e divertitevi a giocare mentre sedete sulla tazza del cesso, unico posto valido per far sedere gente come voi.

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Ha destato scalpore che Mattarella sia arrivato all’appuntamento per la comunicazione della sua nomina a Presidente, con una Panda grigia. E’ stato ripetuto e scritto più volte con tanta affettuosa meraviglia per questa sua scelta “povera”.

Ma che pensate che abbia solo una Panda? Con lo stipendio di Consigliere della Corte Costituzionale? Sarà senz’altro una seconda o terza macchina, molto più pratica per girare dentro Roma. Se poi fosse vero che ha solo la Panda, beh, vuol dire che normalmente era abituato a girare con una macchina blu.

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A proposito di stipendi della Corte Costituzionale. Con le elezioni di Mattarella, all’ordine del giorno, per forza di cose, sono usciti fuori di muovo gli stipendi e le varie prebende che ricevono i consiglieri.

Il Presidente della Corte Costituzionale, percepisce 549.000,00 euro all’anno; i consiglieri solo 457.839,00.

Su “Libero” possiamo leggere: “Si va dall’auto blu a disposizione in ogni momento, con tanto di tessera Viacard e Telepass, ai biglietti ferroviari, aerei e di altri mezzi di trasporto: tutto a carico del bilancio pubblico. Ogni giorno lavorativo dei togati, essendoci due autisti a disposizione, viene dunque a costare 750 euro. In un anno il servizio costa 2,25 milioni, cioè 150 mila a giudice (15), telefonino, pc portatile, un’utenza telefonica domestica a spese dello Stato, a loro disposizione una foresteria (dunque quindici) composta da uno o due locali con annessi servizi igienici e angolo cottura.”

In una indagine condotta dal professor Roberto Perotti, docente della Bocconi, si parla anche di maxiliquidazione e maxipensione. Per quanto riguarda le pensioni, essendo legate all’ultimo stipendio (ma non sono state stabilite tutte in rapporto ai contributi?), sono altissime; quelle dei Presidenti emeriti ancora più alte. Pensate che ci sono oltre 15 presidenti emeriti e loro vedove in quanto da molto tempo, scrive “Il Giornale”, “ha prevalso la consuetudine di affidare la poltrona al più anziano, vicinissimo alla scadenza del mandato.” Sembra che la durata media sia di un anno e mezzo, con punte minime di poco più di un mese.

Si legge anche, che per i 15 giudici costituzionali in carica 9 anni, ci sono 350 dipendenti, tra quelli di ruolo (209), quelli comandati (68), 44 carabinieri, 3 vigili del fuoco e gli altri a contratto o con vari incarichi. Il segretario generale della Consulta, prende ben 283.500 euro, 44.000 euro più del Capo dello Stato che ne percepisce appena 239.181,00 euro lorde.

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Dopo aver letto tali cifre, non posso fare a meno di citare quanto ho sentito Domenica scorsa in televisione. Durante la trasmissione “L’Arena”, Massimo Giletti (ottimo conduttore che meriterebbe di più dalla RAI), ha trattato alcuni argomenti economici: vitalizi ex deputati, pensioni d’oro e doppie pensioni. Ne accenniamo qualcuno.

L’on. Andrea Mazziotti di “Scelta Civica”, ha presentato un emendamento per ridurre i vitalizi agli ex deputati, rapportandoli al metodo contributivo; risultato della votazione alla camera con 467 presenti: 3 astenuti, 98 favorevoli, 366 contrari. Significa che 366 figli di… buona mamma, hanno voluto mantenere privilegi vergognosi.

La Regione Lombardia, ha proposto di diminuire del 10% i vitalizi degli ex consiglieri ragionali. E’ successo il finimondo. Pensate che tra gli ex, chi ha protestato di più è stato quel famoso (?) Mario Capanna che, nel 68, era uno dei maggiori protestatari contro lo Stato ed i privilegi di allora (ridicoli, in confronto a quelli di oggi).

Dovete anche sapere che il Capanna, avendo messo il culo sulla poltrona ragionale, su quella della Camera e su quella Europea, percepisce più pensioni d’oro che non intende farsi ridurre nemmeno di un misero 10%. In parole povere, la Capanna è diventato un …. grattacielo.

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Sostengono, sempre gli ex, che non si possono toccare i diritti acquisiti; per me non sono diritti, ma privilegi acquisiti.

Vi porto un esempio sempre visto su “L’Arena”: l’ex consigliere regionale del Veneto, Paolo Cadrobbi, uno di quelli che farebbe senz’altro ricorso, anche ex primario ospedaliero, ha detto chiaramente che per i suoi 5 anni di consigliere, percepisce 2.300 euro nette al mese, ovvero molto di più della mia pensione dopo 38 anni di contributi.

Altro intervistato, Oreste Tofani, ex sindacalista, che tra la pensione di ex consigliere regionale e quella di ex parlamentare, percepisce più di 10.000 euro nette al mese. Bisogna darli atto che ha dichiarato la sua disponibilità per un eventuale decurtazione, a patto che si provveda a decurtare anche tutti gli altri emolumenti esagerati.

In Italia, sono oltre 200 i pensionati regionali con altra pensione parlamentare.

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Ancora una notizia pensionistica eclatante della trasmissione e che non riguarda un politico; è quella di un avvocato, il dottor Cartasegna, che nel 1978 è stato assunto, con un buonissimo stipendio, dal Comune di Perugia. Da buon paraculo, sul contratto ha chiesto di aggiungere una percentuale sulle cause vinte. Nell’ultimo anno di lavoro, l’avvocato ha dichiarato 876.000 euro di reddito tra stipendio e percentuali.

Andando in pensione con il sistema retributivo, oggi percepisce 50.000 euro lorde al mese pari a 1.783 euro lordi al giorno. In parole povere prende una pensione annua due volte superiore a quanto percepisce Obama, tre volte superiore a ciò che prende la Merkel. In un giorno se magna, calcolando il netto, due pensioni minime che lo Stato concede a chi non ha reddito.

Sapete come risponde a chi contesta? “Cosa dovrei dire: “no grazie? La colpa è della Legge”. Comunque c’è da notare che l’avvocato in questione è nella classifica dei primi dieci pensionati d’oro, ma non è il primo.

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Per rimanere in tema pensionistico: c’è, purtroppo, una certa Claudia Lombardo, ex presidente della Regione Sardegna, che è andata in pensione a 41 anni (sottolineo 41 anni) con 5100 euro netti al mese; la chiamano (vedi “Oggi”) miss vitalizio d’oro.

Ancora meglio Claudio Gambale, deputato andato in pensione nel 2006, con 8445 euro al mese, ma all’età di 42 anni. Invece alla “veneranda età” di 49 anni era andato in pensione Alfonso Pecoraro Scanio, a 48 Rino Piscitello, a 46 Antonio Martusciello.

Insomma, al contrario dei lavoratori che lavorano minimo 40 anni, bastano cinque anni di politica per avere la pensione, tra l’altro ottima. Pensate che prende la pensione anche Cicciolina, ve la ricordate? Così Gerry Scotti che però ha tanta buona volontà; ha scritto al premier Matteo Renzi (via Twitter, naturalmente, la pubblicità fa sempre comodo), per chiedergli di cancellare quel privilegio, ma Renzi, gli ha risposto a “Porta a Porta”, che non poteva, non è previsto. Gerry, ti prego, fa un bel gesto: da qualcosa a me, mi farebbe veramente comodo.

Ci sono poi le liquidazioni per i non rieletti; sempre su “Oggi” appare qualche nome, copio e incollo: una liquidazione molto generosa che, dopo le ultime elezioni, tocca a circa 600 ex onorevoli e che si va a sommare alle loro cospicue pensioni: 6.500 euro Pisanu e Tassone, 6.200 Berselli, 6mila euro D’Alema, 5.500 Castelli, 3.300 euro a D’Antoni. All’ex senatore Pdl Filippo Berselli 278 mila euro. Duecentocinquantamila a Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, non rieletto. A D’Alema 217 mila euro, 215 mila a Livia Turco e Domenico Nania.

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Altra notizia sentita: al Comune di Agrigento, tra l’altro in crisi per le dimissioni del Sindaco, nel 2014 si sono svolte ben 1133 riunioni tra Consiglio comunale e Commissioni, praticamente, 3 riunioni al giorno compresi i festivi. Per ogni riunione, i consiglieri percepiscono 50,14 euro, ovvero, in teoria, 56.808,62 euro all’anno ciascuno.

Diciamo in teoria, considerato che, se le riunioni di commissione non superano i 35 minuti (sembra che ce ne siano state), non si prende il gettone di presenza. Comunque, al Comune di Agrigento, queste riunioni sono costate 286.000 euro. La mia curiosità è sapere come si fa a fare tutte queste riunioni in circa 300 giorni lavorativi.

Altra curiosità: quante riunioni si fanno tra consigli e commissioni a Viterbo? Quanto costano?

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Ultimissimo commento su quanto visto all’Arena: l’ignoranza, la prosopopea di Salvini che parla, anzi, sparla tanto dell’Italia e dei vari avversari politici. Ha già dimenticate le vicende di Bossi?  

E’ sempre del parere che sarebbe necessario fare lo stato della Padania? Salvini, personalmente, ti isolerei volentieri!

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Mi sono soffermato, forse troppo, su questioni nazionali, ma un pensierino viterbese lo voglio fare.

Il ricorso presentato da Di Prospero, arrivato secondo nel bando per la ricerca del nuovo modello della Macchina di santa Rosa, è stato respinto dalla Commissione con la motivazione che, se motto e nome alla fine sono coincisi, ciò non rappresenta una violazione dell’anonimato, in quanto, nel momento in cui è stata valutata la proposta, questa era correttamente identificata con un motto, Gloria.

Una preghiera a Di Prospero: capisco il tuo disappunto, comprendo la tua delusione, ma ti prego di non arrivare al TAR; rischiare di rivedere ancora una volta la vecchia macchina (minuscolo voluto), sarebbe troppo e mi costringerebbe, ancora una volta, a rimanere a casa la sera del 3 settembre.

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Chiudo con una bellissima, per me, battuta che ho letto su Facebook. Ve la trascrivo: “Pare che la ‪Merkel sia molto irritata con i greci. Non riesce a perdonarli per aver inventato Surprised la Democrazia.”

Lutor

 

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