Viterbo CRONACA Non solo non vogliamo offendere l’intelligenza dei nostri lettori, ma vogliamo recar loro un attimo di sollievo
di Baccaione

 

Eduardo De Filippo

ALLORA?! – Ebbene?! Allora?!, Sono state elevate queste contravvenzioni per i rifiuti abbandonati per strada?

E, se  sì, da chi? Ed a chi? Siamo portati a credere che le contravvenzioni non siano state elevate, perché se così fosse stato l’Amministrazione comunale si sarebbe fatta bella dei risultati ottenuti dal suo operato…. ma noi siamo portati a non crederlo anche perché..., beh! qui non vogliamo offendere l’intelligenza dei nostri lettori con affermazioni pleonastiche.

BONGIORNO MONNEZZA… - Non solo non vogliamo offendere l’intelligenza dei nostri lettori, ma vogliamo recar loro un attimo di sollievo cercando di strappare un sorriso dalle labbra degli stessi attraverso le parole che Aldo Fabrizi canticchiava sulle arie della allora conosciutissima canzone “Buongiorno tristezza”. Eccole:

Buongiorno monnezza!!
è l’arba e te ritrovo ne la via…
rassegnati, ormai, nun c’è nisuno
che te porta via!!!

Nell’aria che olezza
i variopinti montarozzi tuoi! 

Ovunque tu sei
raggiungono l’altezza di un tranvai!

Vengono a centinaia
i gatti attorno a te.

Chiedono i forestieri al vigile:
“Pardon, che monumento è?”
“Ma quale monumento! E’ tutta monnezza!”

E l’aria di folclore e di poesia
induce il turista
a ritornà sul treno
e a scappà via!!!

DIRITTI QUESITI E SOPRUSI CESSATI – Dobbiamo  complimentarci con Lutor (al secolo Luigi Torquati), attento ed encomiabile collaboratore del direttore de “La Città”, per le sue ultime “Sassate in piccionaia”.

Nelle sue ultime “Sassate”, appunto, Lutor denuncia, senza mezzi termini e con estrema chiarezza, lo scandalo delle retribuzioni percepite, a vario titolo, da una pletora di “lorsignori”, come li chiamava ironicamente Luigi D’Amato nei suoi articoli di fondo  sul “Giornale d’Italia”. Più che “a vario titolo” bisognerebbe dire “a titolo avariato”, nonostante gli interessati, sostenuti dai loro vari “addentellati” e dalle loro varie “pertinenze” sostengano che non si possono toccare i diritti acquisiti. 

Lutor è troppo buono ed afferma che, per lui, non sono diritti, ma privilegi acquisiti. Noi non siamo buoni come Lutor ed affermiamo che siffatte retribuzioni debbono cessare immediatamente, perché li riteniamo soprusi.

Non diritti acquisiti, dunque, ma soprusi cessati. E come si può fare? Vi chiederete; semplice: nello stesso modo usato da Mario Monti & C. per le pensioni della povera gente, pensioni tagliate dall’oggi al domani, pensioni di quella povera gente che, essa sì, aveva acquisito, e con il sudore, il diritto alla propria pensione!

ACQUA – Liscia, gassata o Ferrarelle… penserete Voi!  Macché! Pubblica o privata, diciamo noi! “Lorsignori”, anziché pensare a come darci l’acqua, pensano a come gestirla! Almeno stando a quanto si legge sulla stampa locale!

Roba da pazzi!

Dimenticano “lorsignori” che, or non è guari, (qualche parola d’inglese non guasta), la Corte costituzionale si pronunciò contro la privatizzazione dell’acqua, sostenendo sia che era un bene di indiscussa e troppo evidente utilità pubblica per essere privatizzato, sia che c’era stato un recente referendum che si era espresso contro la privatizzazione.

Che volete che diciamo di più? Il Popolo è sovrano, ma i suoi amministratori …sono disubbidienti!!!

CRAVATTE, SIGNORI, CRAVATTE – Non sappiamo quanti siano coloro che ricordano Eduardo De Filippo declamare, come solo lui sapeva fare, appoggiato allo stipite della porta del suo negozio: “Cravatte, signori, cravatte… la merce viene acquistata qui con poca spesa… da la cravatta turca a la squizzesa… a nocca, a nureca e a palomma…

Voi vi fissate ‘n coppa a una cravatta… io guardo il collo e adoro il tipo… se il collo è dritto, beh! c’è una speranza… ma si è sfrangiato so’ duolore è pansa…”.  

Forse non sono molti, ma la scenetta riflette molto bene lo stato della situazione economica dei nostri onesti concittadini, ai quali va anche il nostro modesto pensiero.

FILIPPO ROSSI – Dopo essersi dimesso da “Presidente del Consiglio Comunale di Viterbo”, Filippo Rossi sembra sia sparito dalla circolazione: ebbene? Amen, amen due volte: lasciamolo in pace.

SERGIO MATTARELLA -  “Grazie. Il mio pensiero va soprattutto alle difficoltà ed alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”. Sono state le prime parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo la comunicazione ufficiale della sua elezione.

Nessun discorso, nessun riferimento al Parlamento che lo aveva eletto, cui ha riservato un “grazie” più che sintetico. Parole sobrie, piene di sostanza e non prive di speranza. 

Grazie a Lei, signor Presidente, e non soltanto per le Sue parole, ma anche e soprattutto per averci evitato, con la Sua nomina, la nomina di altri aspiranti alla Presidenza della Repubblica, che, dietro l’angolo, covavano gufando. Anche noi, suoi concittadini, riteniamo sia sufficiente questo.

Baccaione

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