Viterbo CRONACA Pare che lo Spirito Santo si diverta un mondo a soffiare sul fuoco di una brace

Un coniglietto al festival di S. Remo! Non si tratta di una favola dei fratelli Grimm, ma della presenza di un'onesta famiglia di sedici – dico – sedici figli, scelta dalla Rai per presenziare come ospite gradito al Festival della canzone italiana 2015.
Chissà cosa avrà pensato Papa Francesco di fronte a questo.. campione d'allevamento (sic!). Eppure le prime parole che quel pater familias ha pronunciato davanti a milioni di telespettatori sono state le seguenti: di tutto ciò devo ringraziare il Signore!
Paternità e maternità più responsabili di così! Ciò che la nostra società gretta, individualista, avulsa da ogni valore che ispiri amore, solidarietà ed apertura alla vita, rifiuta senza mezzi termini, pare che sia diventata per una sera pietra di inciampo per molti. La sala del festival ha applaudito a lungo quella cartolina d'altri tempi, non fosse altro perché per pochi minuti è stata latrice di un messaggio chiaro e senza remore di fronte a chi, perfino nella Chiesa vorrebbe oggi farlo passare in cavalleria, ovvero le ragioni della fede e l'orgoglio di essere cristiani.
Pare che lo Spirito Santo si diverta un mondo a soffiare sul fuoco di una brace che in molti, anche autorevoli, vorrebbero annacquare sollevando fumo. Ed allora ecco che il dono della profezia fa da contraltare al politicamente corretto proponendoci, ancora una volta e sulla stessa lunghezza d'onda del Festival, un volume da non perdere: “Non siamo conigli”, (ed. Fede e Cultura, pp. 385 Euro 25,00) opera di Gino Tedoldi, sacerdote della Diocesi di Roma dal 1989.
L'opera di don Gino non è un trattato di Teologia come potrebbe apparire sulle prime scorrendo l'indice degli argomenti. Si tratta invece di semplici omelie, attraverso le quali il sacerdote ha spiegato il Vangelo della domenica o durante la catechesi ai suoi parrocchiani, una spiegazione semplice, senza orpelli, mai avulsa, però, dalla quotidianità delle singole persone o famiglie, ma ricca di spunti per chi voglia vivere la vita cristiana da protagonista o quanto meno sempre pronto a dar ragione agli altri della propria fede. Così, semplicemente, come soleva ripetere tantissimi anni or sono padre Virginio Rortondi, nella sua omonima rubrica per anni presente sulle pagine del quotidiano “Il Tempo”, pagine poi anch'esse raccolte in quattro preziosi volumetti pressoché introvabili.
Oggi è importante parlar chiaro per difendere il gregge della Chiesa dall'attacco dei lupi rapaci, che si chiamano relativismo, soggettivismo, individualismo, ideologismo. E quindi l'originale preoccupazione del pastore verso il suo gregge non è la scientificità o l'erudizione, come ci tiene a sottolineare don Gino nell'avvertenza al lettore: “Il lettore che si avventurasse in queste paginette, non cerchi per favore la scientificità...Da 15 anni ogni giovedì di quaresimanella mia parrocchia offro catechesi a tutto il popolo... Ecco, chi scrive è parroco di una minuscola comunità di gente semplicissima. Da anni parlo e scrivo soltanto per loro, rivolgendomi a loro, preoccupandomi di loro.”
Ma forse, proprio per questo “Non siamo conigli”, è opera che si legge agevolmente e tutta di un fiato, perché come ammoniva Nostro Signore non è la mente, ma il cuore è la porta che ogni buon cristiano deve lasciare sempre aperta. E il volume di don Gino Tedoldi è per questo e per altri motivi un valido e prezioso aiuto. Buona lettura a tutti!
Giuseppe Bracchi






















