Viterbo CRONACA BACCAIONA I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore
di Baccaione

 

LA POLITICA DEI PRIVILEGI – Leggiamo sulla stampa che anche i deputati capitolini, cioè che risiedono a Roma, percepiscono la diaria, cioè il rimborso spese per soggiornare a Roma.

Ancora leggiamo che la Camera ha detto, a chi voleva rinunciarvi, che detta diaria è irrinunciabile.

Ammesso e non concesso che uno non possa rinunciare ad un diritto che è suo, bisogna premettere che, comunque, per godere di un bene bisogna averne titolo; se non si ha titolo niente godimento del bene; se si ha titolo il diritto non può essere limitato e con esso la sua piena disponibilità. Ne consegue che la rinuncia è ammessa.

La Camera non dice chi ha e chi non ha diritto, dice solo che non è ammessa la rinuncia.

La Camera, prima di fare delle affermazioni apodittiche, dovrebbe sentire la necessità di spiegare al Popolo sovrano come può essere irrinunciabile un bene al quale non si ha titolo oppure al quale si ha titolo?

Inoltre, se è vero, come è vero, che nemo ad factum cogi potest  (un poco di inglese non guasta mai, e poi fa moda) come può uno essere costretto a fare o a non fare una rinuncia, cioè a porre in essere una azione positiva o negativa che sia.

I motivi sono altri…vero signora Cupidigia?

BIS IN IDEM – Apprendiamo dal Pasquino Viterbese, attraverso il suo articolo lapidario (lo invidiamo per questo) apparso su questo stesso giornale e riassunto magistralmente nell’acronimo “Io vorrei rifiutare, ma non posso / l’oro, cui dico no, mi piove addosso”, che anche i deputati capitolini hanno diritto all’indennità di trasferta, cioè il rimborso spese per soggiornare a Roma. Non di ‘diaria’ si tratterebbe, dunque, ma di ‘indennità di trasferta’

Pur prendendo atto che entrambe le notizie sono date senza abbondanza di particolari, le nostre reprimende non cambiano di una virgola, anzi vengono rafforzate: sostituire alla parola diaria la parola trasferta rende il fatto ancora più eclatante, e crediamo che non siano necessarie delucidazioni.

Il concetto fondamentale rimane: si ha diritto ad un bene solo se si ha titolo; se non si ha titolo non si ha diritto, se si ha titolo si ha diritto e si ha diritto anche alla rinuncia del bene stesso: il resto è conversazione.

La Camera deve tener presente che, quando dà siffatte risposte, sta rispondendo al Popolo sovrano, e consigliamo alla Camera stessa di ricordare che ‘la sovranità appartiene al Popolo’ e non al Parlamento (vedere Costituzione), che dovrebbe essere il ‘flatus vocis’ della volontà popolare e non una acquasantiera dove i delegati del Popolo inzuppano il pane.

La risposta data dalla Camera sembra la risposta del Marchese del Grillo detta senza parolacce.

DIRITTI QUESITI O SOPRUSI CESSATI? – Non vogliamo qui ripetere la nostra omonima ‘Baccaionata’ pubblicata pochi giorni fa, anche se calzerebbe benissimo, perché ci sembra eccessivo farlo. Ci limitiamo a rinviare ad essa quanti lo vorranno fare, ricordando loro che, comunque, in questo caso non esiste nessun diritto: manca il titolo.

ART. 54 DELLA COSTITUZIONE - Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

BENVENUTO CARO ART. 54 –  Di nuovo l’articolo 54 della nostra Costituzione! Questo articolo 54 , da un po’ di tempo a questa parte, continua ad insinuarsi in ogni angolo ove trova spazio, sembra alla ricerca di una casa che non riesce a trovare laddove dovrebbe avere non solo naturale e legittima cittadinanza, ma anche fissa dimora ….

Caro articolo 54 della Costituzione, accomodati pure, da noi avrai sempre cittadinanza, la nostra casa è la tua, sei e sarai sempre il benvenuto, e non come gradito ospite, ma come parte di noi: mettiti pure dove vuoi e quando vuoi, non hai bisogno di chiedere permesso.

I VIGILI URBANI DI ROMA – Ci eravamo fermati con alcuni amici in un bar per  degustare un caffè che, purtroppo, le notizie e le immagini trasmesse in  dalla televisione ci hanno mandato di traverso: il notiziario, in onda in quel momento, informava, infatti,  che i vigili urbani di Roma erano entrati in sciopero.

Ora, pur non essendo esperti di diritto, ci chiediamo: se codeste unità di personale, al momento di stipulare il contratto di lavoro non fanno che sottolineare che loro appartengono alle forze dell’ordine, che sono agenti di polizia giudiziaria, che sono questo, che fanno quello… e chi più ne ha più ne metta, perché dimenticano ora quelle loro qualità che sbandierano e non ricordano che quelle categorie di lavoratori cui affermano di appartenere hanno uno sciopero regolamentato in maniera diversa dai normali prestatori di lavoro subordinato?

Per carità non vogliamo essere fraintesi né dare il fianco ai soliti sbandieratori di ogni cosa i quali si affretteranno a dire che lo sciopero è un diritto… costituzionalmente garantito, aggiungiamo noi, ma, in merito, non possiamo non richiamare alla memoria la magistrale espressione usata da quell’eminente figura di Francesco Santoro Passarelli, giurista insigne di diritto del lavoro,  per definire il rapporto di lavoro subordinato: ‘Il rapporto di lavoro – affermava quel maestro dei maestri - è generato da un contratto oneroso di scambio le cui prestazioni sono sinallagmatiche e corrispettive’.

Stando così le cose non sarebbe inopportuna una revisione in peius del contratto di lavoro di quel personale né vigile né urbano, che attraverso le immagini televisive abbiamo avuto, insieme a molti altri nostri concittadini, il piacere di vedere.

ART. 54 DELLA COSTITUZIONE - Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

CHI CERCA TROVA? -  Traditur (bella questa parola inglese che significa ‘si narra, si dice’, mi piace, guardatela bene…), dunque, dicevamo, si narra che la sera del 31 dicembre ultimo scorso un cittadino qualunque, smarritosi per le vie di Roma, abbia acceso una candela e si sia messo a cercare un vigile urbano per chiedere l’aiuto che gli abbisognava.

Cerca di qua, cerca di là questo cittadino è arrivato fino a Viterbo senza vedere l’ombra di un vigile. Arrivato a Viterbo, ormai di buon mattino, incontrò un prete al quale chiese dove poteva trovare un vigile, il prete sorrise e visto che lo stava cercando con la candela, lo accompagnò in chiesa e gli donò un cero pasquale.  Intelligenti pauca.  (Abbiamo iniziato con una parola inglese, finiamo ancora con la stessa lingua….abbondiamo,  come nel televideo).

ART. 54 DELLA COSTITUZIONE - Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

BOBBIO ED IL POTERE – Che tristezza assistere ai vari tentativi, anche i più assurdi, messi in opera da ‘Lorsignori & C.’ per conservare il loro ‘status’ ed i loro ‘privilegia’…. Aveva ragione Bobbio quando affermava che ‘Il potere costa, ma rende’, aveva ragione da vendere. Ci permettiamo di aggiungere che esso va usato in maniera discrezionale, altrimenti perde valore.

ART. 54 DELLA COSTITUZIONE - Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

SEMPRE SULL’ ACQUA –  In una nostra precedente ‘Baccaionata’ avente per oggetto l’acqua, ci siamo permessi di ricordare a quei signori che vogliono privatizzare la gestione delle acque pubbliche, che la Corte costituzionale si era pronunciata, recentemente, contro la privatizzazione dell’acqua, sostenendo sia che era un bene di indiscussa e troppo evidente utilità pubblica per essere privatizzato, sia che c’era stato un recente referendum che si era espresso contro la privatizzazione.

Ai medesimi ‘lorsignori’ci permettiamo di ricordare ora che la Corte costituzionale non è un convegno di giornalisti, le cui opinioni possono essere o meno ed in piena libertà condivise, rispettate o disattese. La Corte costituzionale  è un organo istituzionale dello Stato i cui provvedimenti vanno, piaccia o non piaccia, rispettati. Da tutti. (E fatti rispettare, aggiungiamo noi).

A sostegno di queste nostre affermazioni ci piace riportare l’art. 650 del codice penale, sia per richiamarne l’osservanza ai suddetti ‘lorsignori’, sia e soprattutto, per comodità di quei concittadini che non ne sono a conoscenza e che potrebbero avere il piacere di essere informati; eccolo di seguito: ‘Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità – Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 260’.

ART. 54 DELLA COSTITUZIONE -   Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

SCUSATE L’ECCESSIVO USO DELLA LINGUA INGLESE – Chiediamo scusa ai nostri cari e pazienti lettori per l’eccessivo uso di espressioni in lingua inglese (riportate sopra in corsivo) alle quali abbiamo fatto ricorso, forse eccessivo. Non abbiamo saputo resistere all’uso che attualmente ne viene fatto.

Del resto la nostra cultura non è eccelsa e noi, come molti dei  nostri colleghi, abbiamo fatto ricorso ad essa per nascondere le nostre deficienze, insomma, per darci un po’ di ‘tono’… Forse, però, abbiamo abusato della pazienza dei nostri  lettori e non ci siamo resi conto che quel  troppo ‘tono’  ‘stona’.

Baccaione

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