Civita Castellana CRONACA Diocesi di Civita Castellana
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Venerdì 13 marzo - ore 16.30-19.30 presso la Curia Vescovile di Civita Castellana, dopo le comunicazioni del Direttore, e l’introduzione del Vescovo Mons. Romano Rossi, la Prof.ssa Giovanna Giannico presenterà delle diapositive sul tema «Icone e insegnamento della religione cattolica».
Giovedì 26 marzo - ore 16.30-19.30
(stesso luogo e stesse modalità): verranno proiettate altre diapositive sul tema:
«Le icone del triduo pasquale».
Un'icona è una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell'ambito della cultura bizantina e slava. Nella lunga genesi dell'iconografia cristiana, l'icona assume la propria fisionomia intorno al V secolo. L'occasione fu offerta dalla presenza nella tradizione cristiana di prototipi, i ritratti di Gesù e Maria. Tipiche, infatti, della Chiesa d'Oriente sono le "icone", considerate "finestre sul Mistero".
Esse hanno la funzione di santificare i credenti tramite la preghiera e la vista. Sono pertanto più di un'immagine religiosa, sono un mezzo per conoscere Dio, la Madre di Dio ed i Santi.
Quando nel 1453 l'Impero Romano d'Oriente crollò, i popoli balcanici contribuirono a incrementare sia la produzione sia la diffusione di queste raffigurazioni sacre.
Tra le definizione date delle icone, da quella poetica: "una finestra aperta sul Cielo" a quella metaforica: "un trattato di teologia a colori", quest'ultima ci pare appropriata.
Nella tradizione della Chiesa bizantina, l'icona assume un significato particolare. Il simbolismo e la tradizione non coinvolgevano solo l'aspetto pittorico, ma anche quello relativo alla preparazione e al materiale utilizzato, oltre alla disposizione e al luogo entro il quale l'opera andava collocata. L'icona trasmette un particolare messaggio teologico attraverso il linguaggio dei colori, delle forme e dell'espressione dei visi, insegnano le verità cristiane.
I colori sono ottenuti da sostanze naturali, vegetali o minerali, oppure ottenute da piccoli processi chimici come fare ossidare i metalli. Pestati a mortaio, macinati finemente, essi sono uniti al tuorlo dell'uovo che agisce da legante.
Le icone sono dipinte su tavole di legno, generalmente di tiglio, larice o abete.
Don Giancarlo Palazzi






















